lunedì 15 novembre 2010

Melka Kunture e orgoglio italiano

MELKA KUNTURE è situata a quasi 50 chilometri a sud di Addis Abeba, sulla strada per Butajira dalla quale si scorgono le rive del fiume Awash.
La località è un sito archeologico dove scienziati hanno portato alla luce  fossili, utensili di pietra e altri simili oggetti, appartenuti all' uomo primitivo.
Questi fossili risalgono, infatti,  a milioni di anni fa.
Si tratta di un sito paleolitico che si estende per 5 kilometri lungo le rive del fiume Awash.
Gli amici con i quali viaggiavamo sapevano della presenza  del Prof. Marcello Piperno nell'area archeologica e l'interesse per il sito  si univa, ora, all'aspettativa di conoscere questo scienziato che, da anni guida la missione di scavi in questa zona.
In una delle sue pubblicazioni, il Prof. Piperno, definisce questo sito come ".... uno degli archivi più completi della preistoria umana. Melka Kunture si trova  sull'altopiano etiopico,.... a circa 2000 m, ed è attraversata dal corso superiore del fiume Awash. Per la sua lunga sequenza, che abbraccia un periodo compreso negli ultimi 1.7 milioni di anni, costituisce uno dei registri più completi in cui è possibile ricostruire,  senza apparenti soluzioni di continuità, i processi cognitivi e le scelte adattative che caratterizzarono i più antichi rappresentanti della nostra specie. "


All'ingresso del Museo, antistante la zona degli scavi, è stata posta una stele sormontata da una targa che ricorda la storia delle ricerche ...

 



e le collaborazioni internazionali che si sono succedute per portare alla luce questo piccolo, quanto prezioso, sito archeologico: http://geoserver.itc.nl/melkakunture/sub/contact.html

Il nostro tour  inizia con la visita ai 4 tukul che contengono i reperti più significativi:
Tukul 1: African Prehistory
Tukul 2: Geology and Vulcanology
Tukul 3: Paleontology
Tukul 4: Melka Kunture archeology 
http://geoserver.itc.nl/melkakunture/museum/virtual.html

Al termine della visita all'insolito, quanto ben organizzato museo, una guida ci conduce all'area dello scavo attraverso un sentiero di erba secca, costeggiato da cespugli e piccole acacie ...  Imprudentemente mi appoggio ad una di esse e scopro che il tronco è ricoperto da una polvere che mi tinge la mano di rosso ocra ... non sono proprio riuscita a capire cosa fosse ... ma non mi ha dato reazioni maligne!! :-)

Finalmente entriamo nello scavo: " E' tutto qui ?" sto per dire, ma il timore di offendere la guida, mi trattiene dal pensarlo ad alta voce! Osservando meglio mi accorgo della quantità inaudita di informazioni che offrono sia le pareti dello scavo, sia i reperti che giacciono sul fondo in un mélange di selci ed ossa ...  il piccolo periplo sabbioso attorno allo scavo ci stupisce sempre più man mano che riusciamo a cogliere il senso di ciò che stiamo guardando ......

Terminata la visita allo scavo, facciamo ritorno alle  auto per organizzare il nostro pranzo e nel mentre abbiano la graditissima sorpresa di veder arrivare il Prof. Piperno, che, avvisato della nostra presenza, gentilmente aveva sospeso il suo lavoro per raggiungerci. Ci accompagna nel Tukul più grande:  le pareti di paglia e terra concedono frescura all'ospite, mentre l'acuminato soffitto di bambù, ricoperto di foglie di palma consente il ricambio dell'aria . Una sorta di panca, coperta da un panno bianco sottilmente ricamato, corre lungo tutta la parete circolare. Al centro, due grandi tavoli con l'immancabile vaso di rose fresche ....
Superato lo stupore iniziale per quel luogo così elegante e piacevole nella sua assoluta essenzialità, rivolgiamo al professore una serie di  ammirate domande sul suo lavoro, alle quali risponde con pazienza e dovizia di particolari. Ci offre anche bibite fresche: segno di grande ospitalità se si considera che in quel sito l'approvvigionamento di energia elettrica ed  acqua potabile è veramente difficile e complicato!  Lui stesso dorme in un tukul senza luce né acqua ...  Uno slancio d'orgoglio nazionale mi fa esternare l'ammirazione per gli studiosi italiani che nell'ombra e con finanziamenti sempre più esigui riescono a fare grandi cose! Un orgoglio mortificato, d'altro lato,  dall'incapacità delle Istituzioni di apprezzare e divulgare presso il grande pubblico   il merito e il valore di tanti, tantissimi italiani che nel mondo esprimono il loro talento. Ma voglio evitare che questa nota di amarezza offuschi la contentezza e l'entusiasmo per ciò che oggi ho visto, per chi oggi ho conosciuto ........

 



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