martedì 21 febbraio 2012

arcobaleni invisibili



Esistono arcobaleni invisibili, luminescenti che uniscono l'Anima della gente che li percorre per raggiungere mete sconosciute ma date per certe come approdo di un’imprescindibile esigenza di fratellanza, di altruismo.

Un cestino di paglia multicolore, finemente intrecciata, occhieggia tra vasetti di confettura e centrini, disposti su un minuscolo tavolo circondato da artigianali locandine. Sebbene sovrastato da altre opulente bancarelle, quel cestino spicca ai miei occhi come il cielo di Addis Abeba.

Cosa ci fa quell’oggetto di tradizione etiope in questo paesino marchigiano, famoso per la Vernaccia e che oggi celebra le sue uve e le sue cantine?

La mia sorpresa è presto soddisfatta da Vincenza che mi racconta come quella bancarella sia una delle tante iniziative da lei ha realizzate in favore di alcuni villaggi etiopi, dove ha finanziato ben quattro scuole nella regione di Soddo, mi racconta della sua nostalgia per gli amici di giù e ci lasciamo con la promessa di incontrarci ad Addis Abeba.

Trascorrono i mesi… una copiosa nevicata si abbatte sull’Italia e sono davvero incerta sulla possibilità di tornare nel “Nuovo fiore” … infine mi decido per la partenza e un clima primaverile, lievemente ventilato ci accoglie.

Sintonizziamo i cellulari sulla rete etiope e subito prendono a squillare. “Hello?” … no … “Pronto! Sono Vincenza …” Che emozione!

Lei, Padre Gianni, Aklilu e tutti gli altri amici marchigiani sono rientrati da Soddo e sono in procinto di rientrare in Italia.
Ci diamo convegno al ristorante indiano e lì “l’arcobaleno invisibile” si materializza tra abbracci, risate, lacrime di gioia e commozione.

venerdì 20 gennaio 2012

Dono e legame

   Dedicato a tutti gli amici che "interpretano" la solidarietà:




Dono e legame
Se senti la vita come un rapido battito d’ali
O come il fragore di un fiume in piena
In quel fruscio o in quel clamore c’è sempre qualcuno
Presente o in disparte, c’è sempre qualcuno
che la tua anima cerca.
E’ il legame con l’umanità, che la tua anima cerca
per quel destino comune di creature fragili e vulnerabili
nella salute e nella sorte …
La Carità, che è assieme dono e legame
viene allora a salvarti dal solitario immenso gorgo
Riconosci nel volto dolente dell’altro a cui doni un sorriso
o nella marcia lenta di un vecchio a cui offri il tuo braccio
l’essenza eterna incorrotta del tempo che diventa aria, respiro
E finalmente ti senti vivo.
Paola Calafati Claudi



mercoledì 10 agosto 2011

maggiorana origanum nel tè

Osservo perplessa un sacchettino di plastica che contiene piccole foglie essiccate, hanno l'aspetto della maggiorana e il profumo dell'origano ... mha! Andranno comunque bene per lo stufato di pollo che la mia mamita sta preparando,  così gliene porgo un pizzico.
Lei mi fa capire che, se messe nel tè,  fanno molto bene al mal di testa: la guardo stupita e penso all' ignoranza generata dall'artificialità del nostro mondo "supertecnico".
Dimentico presto la lezione, ma stamattina preferisco il tè per colazione e la mamita mi chiede se può aggiungere l'origano ... perché no?! A questa altitudine un lieve mal di testa accompagna sempre i miei risvegli, dunque, perché non provare anche questo rimedio?! Appena le foglioline riprendono vigore, al contatto con l'acqua calda del tè, un profumo delicato tra il limone e l'ambra si sparge nell'aria ... già basterebbe per apprezzare questo infuso ... l'assaggio, poi, amplifica la già gradevole sensazione con un gusto deciso di tè rinfrescato da quello balsamico dell'origano. Ottimo ed efficace ... cosa volere di più?! Grazie Mamy

domenica 31 luglio 2011

Improvvisamente un orto!!!!






Tornando nella casa di Addis dopo molti mesi di assenza, scopro che nell'aiuola prossima alla cucina svettano vigorosi fiori di cipolla, fitti, fitti, altri germogli spuntano accanto alle piante più adulte. Subito accanto una pianta di pomodoro ... Come sono finite lì queste piante, in mezzo alle rose e ai gerani??? Nessuno lo sa, ma qualcuno ha curato la piantina di pomodoro e lasciato crescere selvaggiamente le cipolle. Qui bisogna intervenire! 
 Improvviso un sostegno per la pianta di podoro con i manici di una scopa in disuso.
 Poto le cipolle, utizzando i gambi fioriti come fiori decorativi, lasciando a quelle supistiti 10 cm di gambo.Drasticamente ne razionalizzo il numero sradicandole e disponendole poi in rigoroso schieramento. In questo modo dovrei favorire la crescita del bulbo...







La mamita e il guardiano mi guardano stupiti mentre allestisco il mio orto all'europea. Soddisfatta rientro in casa, ma non posso fare a meno di notare che i due continuano a osservare la mia opera con un'aria di disapprovazione: la mamita recupera i gambi tagliati e li usa per la zuppa, mentre il guardiano dopo ogni acquazzone squadra le cipolle decapitate con una espressione tanto seria, quanto sconcertata.
Dall'Italia avevo portato del basilico, interro anche la piccola piantina e tra un pò vedremo l'esito dell'intervento "ortobotanico"!!!! :-) :-)
Rido tra me e me di questa situazione, ma spero proprio di aver ragione della loro preoccupazione quando raccoglieremo delle belle cippolle e succosi pomodori!!!!!  :-) ;-)

giovedì 28 luglio 2011

RANGO fuor di metafora .


 Visionare questo film qui ad Addis ha  il sapore amaro dell'impotenza, ma anche il gusto dolce della speranza. Oltre ogni critica cinematografica ,(cmq a me pare una fantastica animazione) la chiarezza delle dinamiche e delle situazioni che portano a capire chi sono i "buoni" e chi i "cattivi"  nella gestione del bene acqua, rende questo film molto istruttivo. Penso proprio che lo proporrò agli alunni della mia scuola nel corso della settimana UNESCO per l'educazione ambientale sostenibile, visto che il tema per il prossimo anno scolastico sarà proprio l'acqua.